giovedì 10 settembre 2026

Un temporale, ed è quasi autunno

 

E' bastato un semplice temporale per cambiare le temperature estive in temperature autunnali; si è passati dall'afa a pomeriggi semplicemente caldi, anche se per alcuni ancora troppo caldi. L'estate non dura all'infinito e l'autunno segna inesorabilmente la ripresa di tutte le attività lavorative, scolastiche, sociali, ecc. e l'arrivo del sospirato fresco. In casa i condizionatori adesso rimangono spenti e i termosifoni sono ancora freddi, io intanto cerco di  capire come vestirmi sia per dentro che per fuori. Stamattina, ad esempio, ho sbagliato outfit. Non ho tenuto conto che il temporale aveva fortemente abbassato le temperature del mattino e mi sono vestita troppo leggera avendo in testa ancora l'estate. Ovviamente un errore del genere mi mette di malumore, specie se devo uscire di mattina per un impegno importante. Non sono morta di  freddo, ma per tutto il tempo ho avuto la sgradevole sensazione di non essere a mio agio e questo mi ha disturbata, specie se si deve essere concentrati. Persino tornata a casa non sapevo cosa indossare. Tra qualche giorno l'open space comincerà ad avere una temperatura fastidiosa e in un ambiente del genere non è semplice trovare un angolo confortevole. Istintivamente viene da pensare che la parte dove c'è la cucina sia quella più calda perché ci sono i fornelli, invece io ho la piastra ad induzione e questa non dà certo calore, né visivamente perché non ha fiamma né fattivamente per le sue caratteristiche elettriche. La mia zona office, poi, è quella più fredda e tra un po' inizierò la mia sequela di lamentele che irriteranno il marito, d'altra parte la ciclicità stagionale ha anche la sua ciclicità di proteste. L'unico rifugio della stanza è il divano con una montagna di  coperte.

Anche se il tempo sta cambiando e l'estate svanisce non sembra affievolirsi il mio interesse per i gialli. E' quasi tutta l'estate che sto leggendo libri di questo genere, alcuni li ho comprati, altri li avevo già in casa e sembra che questa frenesia mi porti a divorarli senza tregua. Di recente ne ho pure acquistati di nuovi e adesso sta venendo fuori il problema del "dove metterli". La dinamica è sempre la stessa: si entra in libreria, si individua il libro o i libri che interessano, si acquista, si legge e poi? Dove si collocano? Non ho più spazio, né ho intenzione di crearlo, però i libri li ho presi e adesso sono lì sulla mia scrivania e uno l'ho già terminato. Che faccio? 😦L'unico che sembra non notare il problema è mio marito. Lui adora leggere e adora i libri, pertanto per lui il problema spazio non esiste. Dal momento che è così convinto, credo  che il mio problema lo farò risolvere a lui 😄😄😄😄😄



venerdì 4 settembre 2026

Uno splendido anniversario


 Il mese di settembre è ancora mite e i pomeriggi sono ancora quasi estivi, spesso con temperature che superano i 30°C, insomma si sta davvero bene. In casa continuo ad accendere il condizionatore, anche se per alcune ore, e mi godo questo fine di stagione, pensando che tra po' non sarà più così. Approfittando di della clemenza tardo estiva, mio marito mi ha fatto una piacevole proposta per il nostro anniversario di  matrimonio, che appunto cade in questo mese, e mi offerto di fare una gita al lago con annesso pranzo al ristorante. Sono anni che non visito un lago. In passato avevo fatto gite che mi avevano portata visitare laghi  naturali o artificiali e ogni volta la cosa mi aveva entusiasmata, forse per l'ambiente particolare di  questi luoghi. In alcuni casi si era trattato di  vere e proprie località di notevole richiamo turistico, spesso bistrattate dall'eccessiva folla e dal numero impressionante di alberghi e ristoranti lungo le sponde, altre volte si è trattato di posti più contenuti e meno mondani o addirittura di laghi quasi irraggiungibili e quasi sperduti sui monti. Ogni volta la vista del lago è emozionante, forse perché questo specchio d'acqua ha in sé una specie di fascino tutto suo. In primo luogo a partire dal colore che varia dal blu intenso al verde, annoverando le sfumature comprese tra i due colori, e poi è anche un po'misterioso, dal momento che non è immenso né agitato come il mare. Non so, comunica una specie di tranquillità, anche quando il vento ne increspa la superficie. Ad ogni modo il giorno destinato alla gita era proprio quello del nostro anniversario e mio marito aveva scelto anche un lago non tanto lontano da casa nostra, giusto per non fare troppa strada e non stancarci troppo. Il posto l'avevo visitato con i miei genitori quando ero una ragazzina e, una volta arrivata lì, mi sono resa conto che non ne avevo ricordo e mi sembrava un posto nuovo, mai visitato. A quel punto ho realizzato che c'ero stata in un contesto diverso e forse l'avevo  dimenticato per questo motivo, ma essere lì con mio marito era troppo  bello e io ero davvero felice. Per mia fortuna, questo piccolo lago morenico non era era troppo ampio, così sono riuscita a farmi tutta la passeggiata lungo le sponde, passeggiata anche molto comoda. Avrei potuto usare il deambulatore, invece ho preferito la stampella e l'appoggio del marito per una romantica passeggiata all'ombra degli altissimi alberi montani, che si riflettevano sull'acqua dando al lago un caratteristico  colore verde. Non immaginavo di riuscire a camminare per così tanto; forse il luogo, lo specifico momento e la bella giornata di sole si sono dimostrati propizi all'attività fisica. Verso mezzogiorno ci siamo recati nell'unico ristorante del posto, affacciato sul lago, ed abbiamo pranzato nell'ampia veranda piuttosto affollata; d'altronde queste belle giornate estive invogliano ancora il turismo post vacanziero e la gente, se può, si gode le ultime gite nonostante il rientro. Sì, è stato uno splendido anniversario di matrimonio, in un altrettanto splendido posto.



domenica 30 agosto 2026

Una settimana intensa

Con oggi finisce una settimana intensa, fatta di impegni vari che mi hanno portata a cambiare i miei orari rilassati, quasi  da vacanza. Credevo di non reggere questa ripresa e invece ce l'ho fatta benissimo, ho sopportato di  fare pasti ad orari improbabili, il traffico cittadino, i parcheggi e il ritorno in massa della gente; insomma, tutto andato bene e normale. In giro sono spariti i cartelli "chiuso per ferie" e la ripresa è ormai  totale. Tra pochissimo inizia pure la scuola e con questo il cerchio si chiude. Mentre facevo  la spesa al supermercato ho notato che è  già stato esposto in larga misura il materiale scolastico. Ho anche notato alcune persone, accompagnate dai bambini, discutere con loro e scegliere cosa comprare a tale riguardo. Ho dato loro un fuggevole sguardo, non carico di tenerezza, né di compartecipazione, ma di sano senso di libertà. I miei figli sono adulti e non devo più scegliere gli zaini con i personaggi dei fumetti o dei manga, questo finché erano alle elementari, o con le fantasie di moda per quell'anno in corso quando poi sono cresciuti, né quaderni, matite colorate o penne ed annessi porta penne. Che pacchia! Mi sono sempre domandata come facessero a distruggere gli zaini, la mia cartella di  cuoio delle elementari è durata finché sono diventata adulta e l'ho eliminata che era ancora in buono stato. Bah! Forse altri materiali. Comunque, come si  dice, è una ruota che gira. La scuola la devono affrontare tutti, o come genitori o come studenti oppure come insegnanti e da lì non si scappa. Anche io ho vissuto la scuola, sia come studente che come genitore, e adesso è solo un ricordo e come tale preferisco  che rimanga. 



 

martedì 25 agosto 2026

Si ricomincia

 

Nei post precedenti ho parlato di come mi stia rendendo conto della fine dell'estate attraverso la narrazione del tempo e delle sue conseguenze, ma non è solo questo che mi fa capire che l'estate e la sua aura vacanziera sono terminate: c'è l'agenda che racconta un'altra storia. Non appena scorro le pagine scopro che ci  sono degli impegni da mantenere e degli appuntamenti da prendere e spesso non si tratta di cose divertenti. Questa mattina, ad esempio, dovevo fare un esame di controllo e così ho dovuto mettere la sveglia per potermi alzare ad un'ora consona alla preparazione e al viaggio fino in ospedale. Un'occhiata fuori dalla finestra e stava albeggiando 😴In questo periodo estivo, e forse anche a causa del caldo, non c'è mai stata la necessità della sveglia, mi alzavo all'ora che volevo e guardavo l'orologio giusto per sapere se nella mattina c'era ancora tempo per fare qualcosa di divertente e se avevo dormito la quantità di ore necessarie al riposo. Oggi invece sentivo l'ansia che mi spingeva a prepararmi e a guardare l'orologio per arrivare in tempo. Adesso il traffico si è intensificato e bisogna pensare anche a quello se si  vuole essere puntuali. Uscita dall'ospedale sono andata con mio marito al bar per fare colazione, che a casa non c'ero riuscita, ed ero ancora assonnata nonostante l'esame che avevo appena fatto mi avesse dato una bella scrollata. Intorno a me le persone si muovevano con i soliti ritmi, quelli di che deve andare al lavoro o ha delle altre attività da fare, solo io mi sentivo un  po' fuori tempo. Finita la colazione c'è stato il momento della spesa. E io avevo ancora sonno 😴Arrivata a casa e riposti gli acquisti in dispensa, sono crollata sul divano e mi sono addormentata 😴Non ho ancora preso il ritmo della routine; l'arrivo dell'autunno significa anche la ripresa della vita normale, fatta di impegni ed appuntamenti, non solo del cambio di stagione, dell'inizio del campionato di  calcio e della scuola. Ho tralasciato qualcosa? Non lo so, è tardo pomeriggio e io ho ancora sonno 😴



sabato 22 agosto 2026

E' quasi autunno


 Nel post precedente ho parlato di mattine fresche, di temporali e di migrazioni degli uccelli e qui a riguardo ribadisco tutto. Le mattine sono veramente fresche, tanto da dover mettere un golfino quando  si esce; i temporali sono diventati una perturbazione piovosa che rende il cielo  grigio e le migrazioni sono avvenute credo quasi tutte, pertanto sono rimasti colombi, passeri, gazze, cornacchie e forse qualche merlo. Non volano più i rondoni, che garrivano in coro ad altri uccelli che cantavano nascosti tra le foglie degli alberi, ormai sono in viaggio verso terre più calde e anche io li seguirei  volentieri. Un mattino ci  si  alza e si scopre che l'abbigliamento estivo è da mettere nella cesta del bucato, poi si cercano i vestiti da mezza stagione e inevitabilmente l'occhio va verso l'alto dove c'è tutta la roba da autunno-inverno. A questo punto so cosa fare; negli anni si prendono le abitudini del cambio di  stagione e senza accorgersene si agisce di conseguenza. Tra poco inizieranno anche gli eventi che scandiscono l'anno e segnano la fine della pausa estiva; mi riferisco all'inizio della scuola e del campionato di  calcio, cose però solo per gli interessati ma che in definitiva toccano anche chi non lo è. Al di là delle feste comandate, anche queste cose hanno il loro peso vita di tutti i giorni. Personalmente non sono interessata a nessuno dei due eventi; non seguo il calcio e i figli sono adulti. Mi rendo conto però, che il marito segue il calcio e che bisogna fare attenzione agli orari della scuola specie quando  si esce di  casa, questo per evitare traffico ed intasamenti in certe strade. In conclusione, anche tutto questo influisce nello scorrere dell'anno e quindi  nella mia vita. Il marito mi tiene aggiornata sul campionato (e va bè) e quando  si esce in auto il traffico in certe strade è complesso a causa dei parcheggi selvaggi e degli studenti che devono giustamente attraversare la strada. Per concludere: ben tornato autunno.