sabato 19 settembre 2026

Cambio nell'armadio o dell'armadio?


Il mese di settembre è stato straordinario, con pomeriggi ancora estivi che hanno regalato temperature davvero calde e la sensazione di continuità con la stagione in corso. Purtroppo stiamo scivolando verso l'autunno e le mattine e le sere sono ormai molto fresche, tanto che è necessario indossare una giacchetta leggera. Con un po' di tristezza, ho deciso  di iniziare un parziale cambio nell'armadio, portando a ragionevole altezza tutti quei capi con la manica lunga da mezza stagione. Generalmente per il cambio utilizzo un asta per vestiti, che mi permette di spostare le grucce se sono nella parte alta dell'armadio, oppure una banale scaletta. Questa volta, pur trattandosi  di un'operazione semplice, ho riscontrato un po' difficoltà. Dopo un po' le braccia sono diventate rigide e pesanti e non riuscivo più a manovrare correttamente l'asta, che si aggrovigliava ai vestiti e li faceva cadere. La pazienza cominciava a diminuire e per finire in fretta il lavoro ho deciso di  usare la scaletta, anche se questa comportava un continuo saliscendi e il doppio della fatica. Nel momento in cui sono salita sui gradini mi è  parso che l'armadio fosse più alto del solito: com'era possibile? Mi ero rimpicciolita? Beh ... potrebbe essere anche possibile, con l'avanzare dell'età le cartilagini si consumano, si perde massa muscolare, insomma .... sì.... no .... boh! Per farla breve, l'unica ragione che può spiegare la questione è che davvero l'armadio è alto e che io sto invecchiando. Non sembra, ma le cose che si facevano per abitudine fino a pochi anni fa potrebbero improvvisamente diventare più difficili. Un giorno ci si alza e si scopre di non essere più in grado di fare una cosa che si  faceva fino a poco prima con facilità. Non sono decrepita, però mi accorgo che qualcosa non funziona. Con tanta fatica ho cambiato quello che volevo cambiare, poi ho ritirato la scaletta , chiuso l'armadio e sono andata a riposare. Improvvisamente mi sono resa conto che l'armadio non andava più bene; finché l'abbigliamento si trova nella parte bassa è tutto accessibile, ma nel momento in cui si trova in alto è complicato tirarlo giù. Ci sono armadi più bassi e altrettanto capienti, ma ipotizzare di  cambiare un mobile così complesso è pura fantasia e proporlo al marito è pura follia. Da un po' di  tempo vorrei cambiare la camera da letto, il suo stile classico non mi è mai  piaciuto, né per il colore marrone, né per lo stile e adesso per i dettagli in rilievo delle modanature che sono difficili da spolverare. Questa camera l'ho scelta io, però pensando  che piaceva al  marito e da sempre è stata motivo  di litigio tra di noi. Adesso vorrei cambiarla, con dei mobili più moderni, chiari e più facili da pulire, o almeno vorrei sostituire l'armadio. Sono solo sogni irrealizzabili e pensare che questo armadio e questa camera li terrò fino alla fine dei miei  giorni mi mette tristezza 😭



sabato 12 settembre 2026

Un tavolo nuovo

 

Finalmente è arrivato, con tanto di sedie, e adesso è lì nell'area della zona pranzo dell'open space, non mi sembra vero ma è lì, il tavolo nuovo. Da anni, e dico anni, che chiedevo a mio marito di andare a cercare insieme un tavolo per la cucina, quello vecchio acquistato con la sua cucina era ormai troppo rovinato dopo il passaggio dei figli e non lo sopportavo più. Ogni volta mio marito rimandava e anche quando abbiamo cambiato casa il vecchio tavolo è venuto con noi. Le sedie abbinate erano già state sostituite molti anni prima con delle sedie Ikea, ma anche quelle davano segni evidenti di usura e poi per me erano diventate troppo pesanti da spostare. L'estate di quest'anno ci ha portati per caso a visitare un mobilificio, un negozio che si  serve da fabbriche che creano mobili un po' meglio di quelli di Ikea, e così ho trovato quello che cercavo. Ovviamente ho scelto di mio gusto e io apprezzo solo lo stile moderno, ma d'altra parte il tavolo ce l'ho sotto gli occhi  tutto il giorno e quindi  volevo qualcosa che mi piacesse. Forse lo stile moderno non lega molto con la cucina, che io definirei più una country chic anche se non so definirne il vero stile, ma io ho preferito sceglierlo così che è nelle mie corde. Insieme al tavolo ho acquistato anche delle sedie e queste, oltre ad essere moderne o come meglio si dice di stile contemporaneo, sono molto più leggere delle precedenti e per me più facili da spostare. Al momento sono entusiasta perché è tutto nuovo, vedremo col passare del tempo come andrà a finire.



giovedì 10 settembre 2026

Un temporale, ed è quasi autunno

 

E' bastato un semplice temporale per cambiare le temperature estive in temperature autunnali; si è passati dall'afa a pomeriggi semplicemente caldi, anche se per alcuni ancora troppo caldi. L'estate non dura all'infinito e l'autunno segna inesorabilmente la ripresa di tutte le attività lavorative, scolastiche, sociali, ecc. e l'arrivo del sospirato fresco. In casa i condizionatori adesso rimangono spenti e i termosifoni sono ancora freddi, io intanto cerco di  capire come vestirmi sia per dentro che per fuori. Stamattina, ad esempio, ho sbagliato outfit. Non ho tenuto conto che il temporale aveva fortemente abbassato le temperature del mattino e mi sono vestita troppo leggera avendo in testa ancora l'estate. Ovviamente un errore del genere mi mette di malumore, specie se devo uscire di mattina per un impegno importante. Non sono morta di  freddo, ma per tutto il tempo ho avuto la sgradevole sensazione di non essere a mio agio e questo mi ha disturbata, specie se si deve essere concentrati. Persino tornata a casa non sapevo cosa indossare. Tra qualche giorno l'open space comincerà ad avere una temperatura fastidiosa e in un ambiente del genere non è semplice trovare un angolo confortevole. Istintivamente viene da pensare che la parte dove c'è la cucina sia quella più calda perché ci sono i fornelli, invece io ho la piastra ad induzione e questa non dà certo calore, né visivamente perché non ha fiamma né fattivamente per le sue caratteristiche elettriche. La mia zona office, poi, è quella più fredda e tra un po' inizierò la mia sequela di lamentele che irriteranno il marito, d'altra parte la ciclicità stagionale ha anche la sua ciclicità di proteste. L'unico rifugio della stanza è il divano con una montagna di  coperte.

Anche se il tempo sta cambiando e l'estate svanisce non sembra affievolirsi il mio interesse per i gialli. E' quasi tutta l'estate che sto leggendo libri di questo genere, alcuni li ho comprati, altri li avevo già in casa e sembra che questa frenesia mi porti a divorarli senza tregua. Di recente ne ho pure acquistati di nuovi e adesso sta venendo fuori il problema del "dove metterli". La dinamica è sempre la stessa: si entra in libreria, si individua il libro o i libri che interessano, si acquista, si legge e poi? Dove si collocano? Non ho più spazio, né ho intenzione di crearlo, però i libri li ho presi e adesso sono lì sulla mia scrivania e uno l'ho già terminato. Che faccio? 😦L'unico che sembra non notare il problema è mio marito. Lui adora leggere e adora i libri, pertanto per lui il problema spazio non esiste. Dal momento che è così convinto, credo  che il mio problema lo farò risolvere a lui 😄😄😄😄😄



venerdì 4 settembre 2026

Uno splendido anniversario


 Il mese di settembre è ancora mite e i pomeriggi sono ancora quasi estivi, spesso con temperature che superano i 30°C, insomma si sta davvero bene. In casa continuo ad accendere il condizionatore, anche se per alcune ore, e mi godo questo fine di stagione, pensando che tra po' non sarà più così. Approfittando di della clemenza tardo estiva, mio marito mi ha fatto una piacevole proposta per il nostro anniversario di  matrimonio, che appunto cade in questo mese, e mi offerto di fare una gita al lago con annesso pranzo al ristorante. Sono anni che non visito un lago. In passato avevo fatto gite che mi avevano portata visitare laghi  naturali o artificiali e ogni volta la cosa mi aveva entusiasmata, forse per l'ambiente particolare di  questi luoghi. In alcuni casi si era trattato di  vere e proprie località di notevole richiamo turistico, spesso bistrattate dall'eccessiva folla e dal numero impressionante di alberghi e ristoranti lungo le sponde, altre volte si è trattato di posti più contenuti e meno mondani o addirittura di laghi quasi irraggiungibili e quasi sperduti sui monti. Ogni volta la vista del lago è emozionante, forse perché questo specchio d'acqua ha in sé una specie di fascino tutto suo. In primo luogo a partire dal colore che varia dal blu intenso al verde, annoverando le sfumature comprese tra i due colori, e poi è anche un po'misterioso, dal momento che non è immenso né agitato come il mare. Non so, comunica una specie di tranquillità, anche quando il vento ne increspa la superficie. Ad ogni modo il giorno destinato alla gita era proprio quello del nostro anniversario e mio marito aveva scelto anche un lago non tanto lontano da casa nostra, giusto per non fare troppa strada e non stancarci troppo. Il posto l'avevo visitato con i miei genitori quando ero una ragazzina e, una volta arrivata lì, mi sono resa conto che non ne avevo ricordo e mi sembrava un posto nuovo, mai visitato. A quel punto ho realizzato che c'ero stata in un contesto diverso e forse l'avevo  dimenticato per questo motivo, ma essere lì con mio marito era troppo  bello e io ero davvero felice. Per mia fortuna, questo piccolo lago morenico non era era troppo ampio, così sono riuscita a farmi tutta la passeggiata lungo le sponde, passeggiata anche molto comoda. Avrei potuto usare il deambulatore, invece ho preferito la stampella e l'appoggio del marito per una romantica passeggiata all'ombra degli altissimi alberi montani, che si riflettevano sull'acqua dando al lago un caratteristico  colore verde. Non immaginavo di riuscire a camminare per così tanto; forse il luogo, lo specifico momento e la bella giornata di sole si sono dimostrati propizi all'attività fisica. Verso mezzogiorno ci siamo recati nell'unico ristorante del posto, affacciato sul lago, ed abbiamo pranzato nell'ampia veranda piuttosto affollata; d'altronde queste belle giornate estive invogliano ancora il turismo post vacanziero e la gente, se può, si gode le ultime gite nonostante il rientro. Sì, è stato uno splendido anniversario di matrimonio, in un altrettanto splendido posto.



domenica 30 agosto 2026

Una settimana intensa

Con oggi finisce una settimana intensa, fatta di impegni vari che mi hanno portata a cambiare i miei orari rilassati, quasi  da vacanza. Credevo di non reggere questa ripresa e invece ce l'ho fatta benissimo, ho sopportato di  fare pasti ad orari improbabili, il traffico cittadino, i parcheggi e il ritorno in massa della gente; insomma, tutto andato bene e normale. In giro sono spariti i cartelli "chiuso per ferie" e la ripresa è ormai  totale. Tra pochissimo inizia pure la scuola e con questo il cerchio si chiude. Mentre facevo  la spesa al supermercato ho notato che è  già stato esposto in larga misura il materiale scolastico. Ho anche notato alcune persone, accompagnate dai bambini, discutere con loro e scegliere cosa comprare a tale riguardo. Ho dato loro un fuggevole sguardo, non carico di tenerezza, né di compartecipazione, ma di sano senso di libertà. I miei figli sono adulti e non devo più scegliere gli zaini con i personaggi dei fumetti o dei manga, questo finché erano alle elementari, o con le fantasie di moda per quell'anno in corso quando poi sono cresciuti, né quaderni, matite colorate o penne ed annessi porta penne. Che pacchia! Mi sono sempre domandata come facessero a distruggere gli zaini, la mia cartella di  cuoio delle elementari è durata finché sono diventata adulta e l'ho eliminata che era ancora in buono stato. Bah! Forse altri materiali. Comunque, come si  dice, è una ruota che gira. La scuola la devono affrontare tutti, o come genitori o come studenti oppure come insegnanti e da lì non si scappa. Anche io ho vissuto la scuola, sia come studente che come genitore, e adesso è solo un ricordo e come tale preferisco  che rimanga.