Ogni tanto rileggo questo blog e la cosa mi capita nei momenti d'attesa, tipo quando sono in sala d'aspetto, o prima di addormentarmi oppure quando mi va e questi sono i momenti in cui mi rendo conto di quanto per me sia difficile scrivere. La scrittura non è mai stato il mio forte e di questo ne sono consapevole sin da quando andavo alle elementari, poi il resto è storia. Adesso invece mi rendo conto che alla mia età l'esercizio di scrittura è fondamentale per elaborare e coordinare i pensieri, che vengono concretizzati attraverso il linguaggio scritto. Quando rileggo i miei post scopro che spesso faccio errori di composizione, errori che non danno fluidità al discorso, oppure ci sono ripetizioni di concetti. Eppure, prima dell'invio controllo tutto, che non ci siano errori grammaticali o di sintassi, ma evidentemente non basta. Di solito scrivo di getto, giusto per comunicare quello che sento in quel preciso momento, poi, a distanza di giorni, quando rileggo tutto mi accorgo che qualcosa non va e passo alle correzioni. Credo che con l'età, specie per una persona come me che non è dotata di grande forma letteraria, le cose si siano complicate in quanto le rotelline nel cervello fanno un po' di attrito. L'importante è comunque scrivere in un italiano corretto e comprensibile, e fin qui spero di esserne ancora in grado, poi ... non sarò mai una scrittrice e non pubblicherò mai un libro e questo l'ho capito 😄Quello che mi infastidisce è che non riesco mai a tirare fuori tutto quello che ho in testa, forse perché lo do per scontato oppure perché per carattere sono riservata e meno portata alla comunicazione; in ogni caso, scrivo perché voglio scrivere e credo che questo per me sia sufficiente. Comunico meglio con le mie tag grafiche 😄
mercoledì 23 settembre 2026
sabato 19 settembre 2026
Cambio nell'armadio o dell'armadio?
Il mese di settembre è stato straordinario, con pomeriggi ancora estivi che hanno regalato temperature davvero calde e la sensazione di continuità con la stagione in corso. Purtroppo stiamo scivolando verso l'autunno e questo lo confermano le mattine e le sere, ormai molto fresche tanto che è necessario indossare una giacchetta leggera sopra le maniche corte. Con un po' di tristezza, ho deciso di iniziare un parziale cambio nell'armadio, portando a ragionevole altezza tutti quei capi con la manica lunga da mezza stagione. Generalmente per questa operazione utilizzo un asta per vestiti che mi permette di spostare le grucce dalla parte alta dell'armadio a quella bassa, oppure uso una banale scaletta per salire fino in cima. Questa volta, pur trattandosi di un'operazione semplice ed abituale, ho riscontrato un po' di difficoltà. Non so perché, avevo appena iniziato e le braccia sono diventate rigide e pesanti e non riuscivo più a manovrare correttamente l'asta, che si aggrovigliava ai vestiti e li faceva cadere. A quel punto la pazienza è diminuita e per finire in fretta il lavoro ho deciso di usare la scaletta, anche se comportava un continuo saliscendi e il doppio della fatica. Sbuffando per il contrattempo, sono salita sui gradini e improvvisamente mi è parso che l'armadio fosse diventato più alto del solito. Com'era possibile? Mi ero rimpicciolita come Alice nel Paese delle Meraviglie? Beh ... forse era davvero fattibile anche senza pozione magica. Con l'avanzare dell'età le cartilagini si consumano, si perde massa muscolare, insomma .... sì.... no .... boh! Per farla breve, l'unica ragione che può spiegare la questione è che davvero l'armadio è alto, non è un'impressione, e io sto invecchiando 😟 Le cose che si facevano per abitudine fino a pochi anni fa potrebbero improvvisamente diventare più complicate. Un giorno ci si alza e si scopre di non essere più in grado di fare una cosa che si faceva fino a poco prima con facilità. Non sono decrepita, però mi accorgo che qualcosa non funziona. Per concludere la storia, con tanta fatica ho cambiato quello che volevo cambiare, poi ho ritirato la scaletta , chiuso l'armadio e sono andata a riposare. Improvvisamente, nella mia mente mi sono resa conto che l'armadio non andava più bene. Finché l'abbigliamento si trova nella parte bassa è tutto comodo, pratico ed accessibile, ma nel momento in cui si trova in alto mi è diventato complicato tirarlo giù. So che esistono armadi più bassi e altrettanto capienti, ma ipotizzare di cambiare un mobile così complesso è pura fantasia e proporlo al marito è pura follia. Se poi il discorso si allarga a tutta la camera da letto, lì si entra nella fantascienza. Il suo stile classico non mi è mai piaciuto particolarmente, né il suo colore marrone, eppure questo arredamento l'ho scelto io. Quando, anni fa, avevo optato per questa camera l'avevo scelta pensando al marito che ama lo stile classico e il marrone mentre detesta il bianco, che secondo lui fa "ospedale" 😶 Da sempre l'argomento "mobili della camera da letto" è motivo di screzio tra di noi, tanto che è diventato un tabù. La mia insoddisfazione è cresciuta negli anni e adesso sono certa che non è stata una buona scelta, né per lo stile, né per i dettagli in rilievo delle modanature, così difficili da spolverare. Lo stile moderno e chiaro ha i suoi vantaggi; le ante sono lisce e più facili da tenere in ordine e sul colore chiaro la polvere è meno visibile. Adesso vorrei cambiare tutto con dei mobili moderni, chiari e più facili da pulire, visto che li pulisco io, o almeno vorrei sostituire l'armadio con uno più contenuto. Sono solo sogni irrealizzabili e pensare che questo armadio e questa camera li terrò fino alla fine dei miei giorni oggi mi mette tristezza 😭
sabato 12 settembre 2026
Un tavolo nuovo
Finalmente è arrivato, con tanto di sedie, e adesso è lì nell'area della zona pranzo dell'open space; non mi sembra vero ma è lì, il tavolo nuovo. Da anni, e dico anni, chiedevo a mio marito di andare insieme alla ricerca di un tavolo da pranzo; quello vecchio, che faceva parte della precedente cucina, era ormai troppo rovinato dopo il passaggio dei figli e non lo sopportavo più. Ogni volta, per un motivo o per un altro, mio marito rimandava e anche quando abbiamo cambiato casa il vecchio tavolo è venuto con noi. Le vecchie sedie abbinate erano già state sostituite molti anni prima con delle sedie Ikea, ma anche quelle avevano segni evidenti di usura e poi per me erano diventate troppo pesanti da spostare. L'estate di quest'anno ci ha portati per caso a visitare un negozio che si serve presso fabbriche che creano mobili un po' meglio di quelli di Ikea, e lì ho trovato quello che cercavo. La mia scelta è caduta su un tavolo in stile moderno, a cui ho abbinato delle sedie in resina molto leggere e di design. Anche se ero accompagnata dal marito la scelta definitiva l'ho fatta io perché, visto che il tavolo sta nell'open space dove c'è la mia area office, ce l'ho sotto gli occhi tutto il giorno e quindi volevo qualcosa di gradevole. Comunque, anche il marito ha apprezzato la mia scelta 😁 Adesso che è a casa e lo guardo forse non lega molto con la mia cucina, che io definisco più in stile country chic ma non ne sono sicura, però è bello e ha i colori giusti. Tuttavia, l'insieme è gradevole. Al momento sono entusiasta perché è una cosa nuova, vedremo col passare del tempo come andrà a finire e se conserverò ancora tutto questo entusiasmo.
giovedì 10 settembre 2026
Un temporale, ed è quasi autunno
E' bastato un semplice temporale per cambiare le temperature estive in temperature autunnali; si è passati dall'afa a pomeriggi semplicemente caldi, anche se per alcuni ancora troppo caldi. L'estate non dura all'infinito e l'autunno segna inesorabilmente non solo il cambio di stagione ma anche la ripresa di tutte le attività lavorative, scolastiche, sociali, ecc. e l'arrivo del sospirato fresco. In casa i condizionatori adesso rimangono spenti e i termosifoni sono ancora freddi, io intanto cerco di capire come vestirmi sia per dentro che per fuori. Stamattina, ad esempio, ho sbagliato outfit. Non ho tenuto conto che il temporale aveva fortemente abbassato le temperature del mattino e mi sono vestita troppo leggera avendo in testa ancora l'estate. Ovviamente un errore del genere mi ha messa di malumore, specie se dovevo uscire di mattina per un impegno importante. Non sono morta di freddo, ma per tutto il tempo ho avuto la sgradevole sensazione di non essere a mio agio e questo mi ha disturbata, soprattutto in un momento in cui si doveva essere concentrati. Persino tornata a casa non sapevo cosa indossare per essere comoda. Tra qualche giorno l'open space comincerà ad avere una temperatura fastidiosa e in un ambiente del genere non è semplice trovare un angolo confortevole. Istintivamente viene da pensare che la parte dove c'è la cucina sia quella più calda perché ci sono i fornelli, invece io ho la piastra ad induzione e questa non dà certo calore, né visivamente perché non ha fiamma, né fattivamente perché è elettrica e il calore resta confinato solo nella parte a contatto con la pentola. La mia zona office, poi, è quella più fredda e tra un po' inizierò la mia sequela di lamentele che irriteranno il marito; d'altra parte la ciclicità stagionale ha anche la sua ciclicità di proteste. L'unico rifugio della stanza è il divano, da completare con una montagna di coperte sotto cui infilarsi.
Anche se il tempo sta cambiando e l'estate svanisce non sembra affievolirsi il mio interesse per i gialli. E' quasi tutta l'estate che sto leggendo libri di questo genere, alcuni li ho comprati, altri li avevo già in casa e sembra che questa frenesia mi porti a divorarli senza tregua. Di recente ne ho pure acquistati di nuovi e adesso sta venendo fuori il problema del "dove metterli". La dinamica è sempre la stessa: si entra in libreria, si individua il libro o i libri che interessano, si acquista, si legge e poi? Dove si collocano? Non ho più spazio, né ho intenzione di crearlo, però i libri li ho presi e adesso sono lì sulla mia scrivania e uno l'ho già terminato. Che faccio? 😦L'unico che sembra non notare il problema è mio marito. Lui adora leggere e adora i libri, pertanto per lui il problema spazio non esiste. Dal momento che è così convinto, credo che il mio problema lo farò risolvere a lui 😄😄😄😄😄
venerdì 4 settembre 2026
Uno splendido anniversario
Il mese di settembre è ancora mite e i pomeriggi sono ancora quasi estivi, spesso con temperature che superano i 30°C, insomma si sta davvero bene. In casa continuo ad accendere il condizionatore, anche se per alcune ore, e mi godo questo fine di stagione, pensando che tra po' non sarà più così. Approfittando di della clemenza tardo estiva, mio marito mi ha fatto una piacevole proposta per il nostro anniversario di matrimonio, che appunto cade in questo mese, e mi offerto di fare una gita al lago con annesso pranzo al ristorante. Sono anni che non visito un lago. In passato avevo fatto gite che mi avevano portata visitare laghi naturali o artificiali e ogni volta la cosa mi aveva entusiasmata, forse per l'ambiente particolare di questi luoghi. In alcuni casi si era trattato di vere e proprie località di notevole richiamo turistico, spesso bistrattate dall'eccessiva folla e dal numero impressionante di alberghi e ristoranti lungo le sponde, altre volte si è trattato di posti più contenuti e meno mondani o addirittura di laghi quasi irraggiungibili e quasi sperduti sui monti. Ogni volta la vista del lago è emozionante, forse perché questo specchio d'acqua ha in sé una specie di fascino tutto suo. In primo luogo a partire dal colore che varia dal blu intenso al verde, annoverando le sfumature comprese tra i due colori, e poi è anche un po'misterioso, dal momento che non è immenso né agitato come il mare. Non so, comunica una specie di tranquillità, anche quando il vento ne increspa la superficie. Ad ogni modo il giorno destinato alla gita era proprio quello del nostro anniversario e mio marito aveva scelto anche un lago non tanto lontano da casa nostra, giusto per non fare troppa strada e non stancarci troppo. Il posto l'avevo visitato con i miei genitori quando ero una ragazzina e, una volta arrivata lì, mi sono resa conto che non ne avevo ricordo e mi sembrava un posto nuovo, mai visitato. A quel punto ho realizzato che c'ero stata in un contesto diverso e forse l'avevo dimenticato per questo motivo, ma essere lì con mio marito era troppo bello e io ero davvero felice. Per mia fortuna, questo piccolo lago morenico non era era troppo ampio, così sono riuscita a farmi tutta la passeggiata lungo le sponde, passeggiata anche molto comoda. Avrei potuto usare il deambulatore, invece ho preferito la stampella e l'appoggio del marito per una romantica passeggiata all'ombra degli altissimi alberi montani, che si riflettevano sull'acqua dando al lago un caratteristico colore verde. Non immaginavo di riuscire a camminare per così tanto; forse il luogo, lo specifico momento e la bella giornata di sole si sono dimostrati propizi all'attività fisica. Verso mezzogiorno ci siamo recati nell'unico ristorante del posto, affacciato sul lago, ed abbiamo pranzato nell'ampia veranda piuttosto affollata; d'altronde queste belle giornate estive invogliano ancora il turismo post vacanziero e la gente, se può, si gode le ultime gite nonostante il rientro. Sì, è stato uno splendido anniversario di matrimonio, in un altrettanto splendido posto.







