venerdì 12 giugno 2026

Cappello di paglia

 

L'instabilità del tempo non sembra essere cambiata di molto, c'è stato di recente un forte temporale notturno che ha portato con sé un mattino molto fresco, per non dire freddo. Successivamente ci sono state giornate migliori, con pomeriggi soleggiati e gradevoli, insomma un autentico anticipo d'estate che mi ha fatta stare bene. Sono riuscita ad uscire due volte e ad andare in centri commerciali all'aperto, dove ho potuto passeggiare guardando le vetrine, solo che non ho tenuto conto che il sole estivo ... picchia 😄Non riesco ancora a rendermi conto che siamo praticamente in estate e questi temporali rinfrescanti non sono stati d'aiuto. Dal momento che in casa la caldaia non scalda più gli ambienti restano più freschi e, quando è piovuto, il conseguente abbassarsi  delle temperature esterne ha influito notevolmente anche su  quelle interne. Per farla breve: io ho avuto freddo ed ho dovuto coprirmi, altroché mettere i vestiti  estivi. Con questi presupposti sono sempre cauta nello scegliere gli outfit, pertanto rischio di avere caldo quando sono fuori. Senza contare che non penso mai alla testa. Nella stagione fredda indosso sempre la cuffietta, ma d'estate penso che non sia necessario coprirsi e qui sbaglio. Dopo un'uscita sotto il sole mi sono accorta che mi dava fastidio e così, all'uscita successiva, ho rispolverato il mio vecchio cappello di paglia e me lo sono messa in testa. Forse è più un accessorio da mare, ma a me non importa nulla; sono abbastanza matura da sembrare la "vecchia signora col  cappello" 😁Confermo che il cappello serve 😃Prima di tutto ripara la testa nei posti dove non c'è ombra e la visiera scherma gli occhi, fa anche sudare un po' la testa ma è una cosa sopportabile. Insomma, sono riuscita a passeggiare al sole senza fastidi, eccettuato per il caldo. Prima ho sostenuto che il cappello di paglia era vecchio e in effetti lo avevo acquistato anni fa, cioè quando avevo un po' più di  autonomia rispetto adesso e me ne andavo a fare passeggiate estive o a sbrigare faccende anche in orari di sole rovente, per cui era utile avere la testa riparata specie nelle strade senza possibilità di ombra. Muoversi d'estate in città, tra asfalto e cemento, non è uno scherzo. Credo che negli anni la foggia dei cappelli di paglia sia rimasta più o meno la medesima, se non si fa eccezione per quelli a tesa estremamente larga o sfrangiata che credo siano più da spiaggia e meno cittadini. Dal momento che il mio cappello non ha una tesa estrema, né sfrangiata ma è piuttosto contenuta, ritengo che sia ancora attuale e lo posso abbinare anche con capi estivi da città. Beh, direi di aver scoperto l'acqua calda, o meglio, riscoperto 😂



martedì 9 giugno 2026

Stagione instabile


 Si sta presentando un'estate instabile; da giorni le temperature sono gradevoli, nel senso che fa caldo ma è sopportabile, però basta un annuvolamento per cambiare tutto. Anche ieri c'è stato un forte temporale con tuoni e rovesci d'acqua e stamattina c'era molto fresco. Non so perché ma sto desiderando un'estate calda, anche se questa non è male. Sto trascorrendo giornate normali, senza particolari eventi di rilievo, anche se l'unica cosa degna di nota è stata la seduta di detartrasi che è stata vissuta serenamente, forse perché sto continuando a seguire il programma suggerito dal dentista. Direi che l'ansia di sedermi sulla poltrona per avere il trattamento si è diluita parecchio e anche il male della pulizia è diventato più tollerabile; insomma, va meglio. In questi  giorni ho giocato tanto al mio gioco in internet, quasi volessi una pausa veramente spensierata e non mi sono dedicata ai miei siti, né alla grafica forse perché non ho ispirazione. Questa è un'altra settimana, forse succederà qualcosa di positivo.



martedì 2 giugno 2026

Il primo temporale di stagione

 

Non è ancora iniziata ufficialmente l'estate e già c'è stato il primo temporale di stagione. Al mattino il cielo era completamente grigio, la bassa pressione creava un clima soffocante e caldo-umido e si capiva che prima o poi sarebbe scoppiato un temporale. Alla fine, nel primo pomeriggio, l'acqua è caduta a catinelle e in un attimo era pieno di pozzanghere. Se ci si aspettava che il temporale rinfrescasse questo è  successo in abbondanza, anzi, personalmente ho trovato che fosse fin troppo. Nel tardo pomeriggio, quando aveva smesso di piovere, sono uscita per una breve passeggiata nei dintorni di casa, giusto per muovere un po' le gambe e non starmene in casa davanti al computer o alla tv. Per fortuna avevo il golfino di cotone altrimenti avrei sentito freddo. Le macchine mi sfrecciavano a fianco, creando un vortice di aria fredda e io mi stringevo ancora di più nella maglia, mentre la gente a fianco a me passeggiava in maniche corte e pantaloni estivi. Altra età 😉Tornata a casa, l'open space dove c'è il mio spazio ufficio era fresco e non ho avuto la necessità di accendere il condizionatore, però, tra me e me, pensavo ipotizzando come sarà la stagione di quest'anno. Temo sarà un'estate breve 😒Negli anni passati giugno è sempre stato un mese fortemente estivo e anche adesso lo è, ma se i temporali iniziano con i primi del mese io pronostico un'estate piovosa; non ho una bella sensazione. E' proprio vero che il cattivo tempo mette di malumore e fa vedere le cose sotto una luce non positiva.



sabato 30 maggio 2026

E' il momento dei sandali

 

E' il momento del caldo, quello vero s'intende, quello che riesce a superare anche i 30°C e fa sudare come si fosse in una sauna, ed è anche il momento ... dei sandali. D'altronde, se si indossano i vestiti leggeri e smanicati giusto per sentirsi più freschi, anche i piedi vogliono calzature che permettano aerazione e freschezza e i sandali sono le calzature adatte allo scopo. L'anno scorso avevo eliminato un paio di queste calzature che si erano sfasciate mentre camminavo in un centro commerciale, ma non le avevo  sostituite in attesa della stagione ventura. Quest'anno è arrivato il momento giusto, così ho deciso che non poteva più capitarmi una cosa simile a quella passata, anche perché i sandali sono calzature che si  deteriorano in fretta, forse perché sono molto aperti e leggeri o forse solo perché il sudore li rovina facilmente. Con questo scopo sono andata in uno dei negozi di scarpe preferiti per acquistarne un paio, prospettando un lungo pomeriggio di prove e arrabbiature ma, contrariamente alle mie previsioni, è successa una cosa strepitosa che mi capita raramente. In sostanza, ho trovato modello e numero giusti al primo colpo, tanto che sono entrata, ho trovato, misurato e poco  dopo ero  fuori con il sacchetto in mano. A quel punto, che fare? Era una di quelle situazioni strane, in cui si progetta di fare una cosa e si prospetta che il tutto avvenga in un certo lasso di tempo, ma quando questo avviene in tempi accelerati si rimane spiazzati. Per fortuna, avendo  scelto di andare in un negozio di scarpe presente in un centro commerciale la soluzione era andare per negozi, sperando  di non fare altre spese. Improvvisata invece è stata la decisione di indossare subito il nuovo  acquisto 😉Volevo assolutamente accertarmi di  aver fatto l'acquisto giusto e, quando tutto va per il meglio, è ovvio che i sandali erano quelli giusti 😄Non so perché un paio di scarpe mi abbia resa così contenta. Alle volte sono proprio le banalità che rendono meno pesante la vita. Credo che tutta questa felicità dipenda dal fatto che poter camminare bene con il paio di scarpe giuste, sia un fatto straordinario per chi, come me, ha problemi di deambulazione e che poi queste scarpe siano anche carine, beh ... questo allora è il massimo 😀



domenica 24 maggio 2026

L' estate è in arrivo

 

Da alcuni giorni le temperature si sono innalzate, trasformandosi in temperature estive, e la pioggia sembra essersi allontanata definitivamente per lasciare spazio ad ampie schiarite e stabilità. Il cielo adesso è di un bell'azzurro intenso, quello tipico dell'estate, e io comincio a stare meglio. Sono uscita in uno di questi ultimi giorni e il caldo mi ha colta parzialmente impreparata riguardo l'outfit; sarebbe ora di completare il cambio nell'armadio e di cominciare a pensare che il momento di indossare per i prossimi giorni l'abbigliamento più leggero. Purtroppo, sono sempre restia a questo genere di cambio perché temo sempre un calo improvviso delle temperature e non voglio essere colta di sorpresa, senza contare che in casa non è caldo come fuori. I termosifoni adesso sono spenti e ci sono stati momenti in cui sentivo il freddo salire dal pavimento, così ho dovuto mettermi una copertina sulle gambe mentre ero seduta al computer: altro che estate! Da una parte sono strafelice per l'arrivo dell'estate, dall'altra il caldo porta quell'inevitabile spossatezza che riduce le attività fisiche. Sono sicura che in questo momento ho  più bisogno di caldo che di fresco. Comunque, l'arrivo della bella stagione ha anche portato con sé la conclusione dell'immane lavoro delle fotografie di famiglia, quello che mi ha tenuta occupata per un bel po' di giorni. Non posso ritenermi del tutto soddisfatta dell'esito; ci sarebbero dei particolari da sistemare meglio ma io non me la sento più, per me adesso è finito così o almeno credo. E' stata una terribile esperienza, più per i contrasti e le arrabbiature che sono sorte tra me e il marito che per il lavoro in sé, eppure senza il suo aiuto  non sarei mai riuscita a finirlo. Sarebbe potuta essere una piacevole esperienza, basata specialmente sul ricordo del passato e i commenti nel presente, invece la mole di materiale da visionare e catalogare ha spento l'entusiasmo e fatto sorgere contrati su ciò che si  doveva conservare o eliminare. Adesso, non resta altro da fare che trovare una sistemazione definitiva per quelle centinaia di foto, ormai classificate e suddivise secondo quelli che sono stati i miei  criteri personali. Per il momento ho solo voglia di pensare ad altro e non so se un domani avrò ancora la curiosità di aprire tutti quegli album zeppi di immagini e di guardarli con lo spirito giusto, magari più leggero e volto solo al ricordo. Nell'immediatezza, mi viene da pensare che dovranno passare anni prima che io ripensi alle fotografie, di qualunque genere esse siano, cioè passate o recenti.