sabato 27 giugno 2026

Un'altra brutta notte

 

Ho di nuovo trascorso un'altra brutta notte, questa volta per il troppo freddo. L'abitudine di rinfrescare la camera da letto prima del riposo ha funzionato come al solito, finché il condizionatore non si è spento dopo qualche ora e il marito non si è svegliato in un bagno di sudore e imbufalito. A quel punto ho riacceso tutto ed ho provato ad utilizzare la funzione dry con la ventilazione più bassa possibile, anche perché non l'avevo ancora usata per lungo tempo. Non l'avessi mai fatto 😟La stanza si è  trasformata in una cella frigorifera, neanche la coperta e il lenzuolo sulla testa sono serviti come riparo, sembrava di essere tornati in inverno. Non ho chiuso occhio 😵 Ho atteso che il marito si alzasse intorno alle 4,00 e poi ho spento tutto e dormito un paio d'ore. Al mattino ero uno straccio. Di conseguenza, tutta la mattinata è trascorsa con vari tentativi di rinfrescare la stanza utilizzando le combinazioni delle funzioni fruibili del condizionatore, al solo scopo di passare una successiva notte decente, ma non so quanto funzionerà. In definitiva, abbiamo trovato una combinazione di ventilazione che speriamo vada bene per tutta la notte o perlomeno fino all'alba, proveremo e si vedrà. Io comunque continuo a sostenere che il condizionatore funziona bene solo in ampi spazi.  Infatti nell'open space, che è la stanza più grande della casa, è più facile il rinfrescamento perché l'aria fredda si diluisce nell'ambiente mentre nella camera da letto, che è più piccola, c'è solo raffreddamento. Per ovviare la refrigerazione, di consueto tengo spalancata la porta di comunicazione di modo che l'aria fredda defluisca nell'ingresso, tuttavia la casa è piccola e anche quell'ambiente si satura subito e rimanda indietro il freddo. Sono dell'opinione che il classico ventilatore funzioni meglio dell'impianto di condizionamento e che inoltre consumi meno. Per questo, staremo a vedere la bolletta 😰



venerdì 26 giugno 2026

Temperature roventi

 

Sono i giorni più bollenti  dell'estate, in cui le temperature roventi si fanno sentire e i condizionatori lavorano a palla. Adesso comincio ad avere caldo, specie di notte, momento del giorno in cui non sono ancora riuscita ad utilizzare al meglio il condizionatore. Durante le ore di luce lo tengo acceso fino a che la stanza in cui mi  trovo non ha raggiunto una temperatura confortevole, poi lo spengo e lo riaccendo nel momento in cui inizio a sudare o sento il disagio del caldo. La notte invece è un problema. Le prime ore sono le più complicate; la stanza viene raffreddata prima di andarci  a coricare e quando ci  si appisola esplodono il caldo  e il sudore. E' il momento di riaccendere il condizionatore che, sulle prime, dà un benefico  effetto di  rinfrescamento poi inizia ad essere fastidioso, sia per il rumore che per la ventilazione. Ho provato tutte le combinazioni fattibili per non avere il getto d'aria dello split addosso e per avere il minor rumore possibile, ma è inutile il risultato è sempre il medesimo: gelo o niente di fatto. Quando questo succede passo delle mezz'ore a smanacciare il telecomando per combattere il caldo, mentre il marito ronfa beato, finché snervata non crollo anche io dal sonno. Le prime ore del mattino sono le più fresche e premiano la lotta ormai persa con il telecomando, ma a quel punto sto già dormendo e non sento più niente. Intanto, quando sono sveglia mi domando quanto ci costerà la bolletta della luce con questo consumo di condizionamento. In questi giorni la televisione ha parlato di black out cittadini causati dall'uso dei condizionatori e la cosa mi ha sorpreso e anche un po' allarmato. Ieri sera poi, anche a casa nostra c'è stato un calo di  tensione che ha spento tutto e si è ripetuto per tre volte di seguito, anche se è durato pochi secondi mi ha preoccupata parecchio. Questo incidente mi ha subito fatto pensare alle notizie del telegiornale e mi sono resa conto che l'informazione può spaventare, non saprei dire se a torto o a ragione, però disturba. Comunque il giorno dopo tutto funzionava regolarmente e l'ansia era sparita, il caldo no.



mercoledì 24 giugno 2026

Caldo

 

Fa caldo. Se dico  che fa caldo, significa che fa molto caldo perché io il freddo lo patisco tanto, anche se poi è solo fresco. La mia casa, che è tendenzialmente fredda, adesso non lo è più e oggi è il primo giorno in cui il condizionatore è rimasto acceso quasi ininterrottamente. E' strano per me, ma questa volta è stato necessario perché l'open space dove io soggiorno di più era soffocante e si sudava come in bagno turco. Tenere la finestra aperta è impossibile; non è per la questione del rumore della strada, è che entra solo aria calda. D'altra parte, non ho ancora aperto un varco nella pesante veranda di plastica; le tende sono rimaste sempre giù come in inverno e non credo che lo farò, anche se questo impedisce una ventilazione esterna, che tanto non c'è a causa dell'afa. Comunque, a tale riguardo, c'è da evidenziare che queste tende sono particolarmente pesanti e riposizionarle dopo che sono state riavvolte per aprire un varco è difficile; bisogna inginocchiarsi a terra e fare in modo che l'incastro della loro base si riposizioni correttamente, altrimenti con il vento sbattono e rischiano di  rompersi. Questa operazione non è semplice per persone ... ehm ... di una certa età 😁e spesso mi sono chiesta se non esiste un altro tipo di tenda, magari elettrica e con un ancoraggio più semplice, giusto per semplificare le cose. Poi mi dico che in definitiva il problema salta fuori solo in estate e che quindi va bene così, che sarebbe solo una spesa enorme e che non è detto che funzioni come mi immagino. Alla fine concludo che è meglio tenersi questa veranda che in fondo il suo lavoro lo fa. Veranda a parte, fa caldo. Forse, per me, è meglio così; l'estate dura solo tre mesi e le stagioni fredde il reto dell'anno.



martedì 23 giugno 2026

Adesso è estate

 

Siamo ufficialmente in estate e il suo inizio è stato confermato dalle temperature torride di questi due giorni di esordio. E' il momento di accendere i condizionatori per infrescare le stanze di casa. Siccome qui c'è un open space, rinfrescarlo non è difficile; il condizionatore non lavora molto e la stanza è subito confortevole, senza contare che di suo è già fredda tutto l'anno. Si sta bene, ecco tutto. Il problema, dal mio punto di vista, arriva la sera. D'abitudine, solo in questi giorni afosi, si accende il condizionatore un'ora, un'ora e mezza prima di andare a dormire, giusto per entrare in un ambiente confortevole, e poi lo si  spegne per non avere un "effetto frigorifero". Il problema arriva dopo circa due ore, se non meno. La stanza torna ad essere calda e il letto pure, perciò lo si riaccende brevemente per rinfrescarla e infine lo si spegne definitivamente. Detta così sembra la soluzione perfetta, invece è un problema che non sono ancora riuscita a risolvere. Cominciamo dall'inizio; il rinfrescamento prima di andare a dormire funziona ma si esaurisce troppo in fretta, quindi bisogna fare una seconda riaccensione, dal momento che il timer programma lo spegnimento e non la riaccensione, e questo significa non potersi addormentare subito. Generalmente questa operazione la faccio io perché, soffrendo d'insonnia, fatico ad addormentarmi e quindi gestisco il condizionatore in questa prima fase della notte. Purtroppo, però, la seconda riaccensione produce il noto "effetto frigorifero", nel senso che il calo della temperatura nella stanza è tale da coprirsi e c'è anche il rischio di prendersi un'infreddatura. Per evitare l'effetto frigorifero dopo la prima o la seconda accensione, ho provato a regolare il condizionatore secondo le varie opzioni offerte dall'apparecchio, ma l'effetto è che si ottiene è inutile in quanto si riottiene troppo freddo oppure niente, cioè solo una fastidiosa ventilazione unita ad un altrettanto fastidioso rumore. A quel punto io spengo tutto e tengo aperta la porta di comunicazione della stanza. Non tengo mai aperta la finestra perché in esterno possono verificarsi bruschi cali di temperatura durante la notte, che danno risvegli inopportuni per andare a chiudere le ante dato che l'esterno ... non è  regolabile. Insomma, sono notti che sto cercando una soluzione che moduli la temperatura della camera da letto per poter dormire tranquillamente. Intanto, sono giunta ad una conclusione dovuta probabilmente ad una mia incapacità di gestione degli apparecchi e cioè che il condizionatore funziona bene in stanze ampie come il mio open space, ma non in quelle più piccole e lì sarebbe più opportuno un banale ventilatore. Lo so, la mia imperizia mi porta a queste bizzarre conclusioni che però hanno un fondo di sensato. Quando abitavo nella precedente casa non avevo l'impianto di  condizionamento, lì usavo un condizionatore trasportabile per rinfrescare il saloncino e i ventilatori nelle altre stanze. Nella camera da letto avevo una colonnina che girava tutta la notte e che con il timer si  spegneva al mattino; lì dormivo  tutta la notte. Al fresco.



venerdì 19 giugno 2026

Sandali 2: l'epilogo

 

Direi che questo è il seguito del topic E' il momento dei sandali, che dal mio punto di vista dovrebbe concludere l'argomento, almeno per questo anno. Come avevo spiegato nel citato topic, avevo acquistato il terzo paio di sandali mancanti a quella che io ritengo sia la giusta dotazione per le mie esigenze estive. Ero così felice di avere nuovamente la mia scelta per i miei outfit di stagione, così tanto che avevo deciso di indossare e provare subito i miei sandali appena dopo l'acquisto e poi in seguito con altri outfit. Se nonché, quando ho cambiato abbigliamento e ne ho scelto un altro paio, ho fatto una sorpresa sbalorditiva: gli altri due paia di sandali erano danneggiati. Dal momento che non volevo  ripetere l'esperienza passata, cioè che si rompessero ulteriormente mentre ero fuori e con il rischio di restare scalza, mi sono resa conto che dovevo sostituirli. Sulle prime ero seccata, anche perché i modelli danneggiati combinavano perfettamente con le mie cose estive e poi perché la fortuna di trovare un paio giusto al primo colpo non si ripete due volte di seguito, comunque non avevo  altra scelta se non tornare alla ricerca di scarpe. Dal momento che ero contrariata, ho cercato di  capire da dove derivasse il danno e con il marito abbiamo fatto varie ipotesi. Purtroppo la più accreditata è stata quella secondo cui il danno derivi dal mio modo  di camminare. Dovendo usare il deambulatore per problemi di  deambulazione, probabilmente appoggio male i piedi e questo comporta un' usura anomala delle calzature. Con le scarpe invernali questo problema si nota di meno dato il loro spessore, ma con il sandalo è subito evidente. Di malavoglia sono andata alla ricerca dei sandali nuovi. Questa volta ho scelto un negozio di calzature in cui avevo fatto acquisti molti anni fa e che ha il vantaggio di  essere abbastanza economico e, come avevo immaginato, non ho trovato subito. Per fortuna c'era con me il marito che mi portava a vedere i vari modelli, che da sola non ce l'avrei fatta. In questi  giorni le temperature sono lievitate e non è proprio il caso di  andare a misurare roba; fa caldo, si  suda e tutto si  appiccica addosso, anche le scarpe. Per farla breve, dopo qualche tentativo e parecchie visualizzazioni ho trovato un paio di sandali, rosa chiaro, quasi carne, che giusto per la tinta e anche per il  modello si adattano a qualsiasi tipo combinazione si voglia fare. Purtroppo, visionate tutte le offerte del negozio non c'era la possibilità del secondo paio e così me ne sono andata dopo l'acquisto. Il giorno successivo ho deciso di  ritornare nel primo negozio fortunato e qui la questione è stata più o meno la medesima del giorno precedente. Probabilmente, a causa dell'impennata delle temperature, le persone stanno acquistando i sandali perché tengono i piedi  freschi e così  ci sono le rimanenze quasi  fossimo al momento dei saldi. Chiaramente c'era il problema di numero e modello, cioè o trovi il numero o il modello ma tutti e due insieme è un colpo di  fortuna. Anche qui l'aiuto del marito è stato indispensabile. Per concludere ho trovato il terzo paio di sandali, scelto più per comodità che per il colore, visto che di  colori ne ha tanti. Spero di  riuscire ad abbinarlo ai miei vestiti perché è una combinazione audace. Adesso posso affrontare l'estate a piedi freschi!