venerdì 21 novembre 2025

Un rigido pomeriggio, quasi invernale

La metà di novembre è superata da un pezzo e l'autunno si sta raffreddando sempre di più. I giardinetti condominiali sono pieni di  foglie e i giardinieri non passano più a tosare l'erba, anche gli alberi sono quasi  completamente spogli e si vedono chiaramente i rami che spiccano sullo sfondo come lunghe dita allungate. Il cielo è sempre cupo, pieno di nuvole grigie, sempre più basse e minacciose. L'appuntamento odierno era fortunatamente nel primo pomeriggio e per uscire ho messo per la prima volta uno dei miei pellicciotti sintetici, la cuffietta di lana e i guanti. Dal mio punto di  vista sembrava un outfit eccessivo per la stagione, anche perché avevo indosso una felpa invernale, però appena uscita di  casa mi sono accorta che quello era l'abbigliamento giusto per la giornata. Pur essendo un orario nella parte più calda del giorno, sentivo che le temperature erano più basse rispetto al giorno prima. Nel frattempo un vento gelido  mi soffiava sulla faccia e nel contempo sollevava le foglie cadute sul selciato, in quel momento mi sono pentita di non aver preso anche la sciarpa ma ormai  era tardi e l'unica soluzione era infilarsi in macchina e sperare di  arrivare il prima possibile. Mentre viaggiavo guardavo il cielo dal finestrino. In alto le nuvole presentavano strappi da cui si intravvedeva il cielo di un azzurro pallido, mentre il vento continuava a soffiare. Come al solito le previsioni meteo erano incerte, alcune prevedevano  solo nuvolosità, altre pioggia e altre ancora neve, a chi dare credito? Nel dubbio era meglio aspettare e scoprire la sorpresa da sé. Giunta a destinazione il problema era trovare parcheggio e in città, come al solito, è un'emerita seccatura che richiede tempo, pazienza e un nutrito vocabolario di imprecazioni. Superato lo scoglio del parcheggio, scendere dalla macchina per me significava affrontare nuovamente il vento gelato sulla faccia e così, nonostante la cuffietta di lana, ho tirato su anche il cappuccio di pelo cercando  di  coprirmi la testa il più possibile. L'appuntamento si è protratto oltre il previsto e quando sono stata libera la sera si stava avvicinando. Ancora una volta il vento freddo sulla faccia 😟Le foglie cadute volavano dappertutto, creando piccoli mulinelli rumorosi e io non vedevo l'ora di  salire in macchina. Intanto microscopiche goccioline cominciavano a scendere, fredde e pungenti come ghiaccio, non capivo se era pioggia o  già neve. Una volta bordo, sul parabrezza si vedevano queste gocce piccolissime creare una testure puntinata che il tergicristallo spazzava via in un attimo. Non vedevo l'ora di  essere a casa. Forse questo pomeriggio è stato un anticipo di inverno, anche se ai miei  tempi giornate come queste potevano iniziare già ai primi di  novembre. Stiamo preferendo sempre più le temperature miti, anche nelle stagioni fredde.
 

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