![]() |
| Auguri di un buon inizio d'anno e di un miglior proseguimento |
E' il primo del 2026, l'inizio di un nuovo anno che ci si augura sia pieno di speranze e ricco di aspettative, che tutti vorremmo si concretizzassero nel miglior modo possibile. Da parte mia non ho fatto propositi, né ho particolari progetti, ho solo la vaga speranza che non sia un anno travagliato come gli ultimi tre. Anche il mio ultimo giorno del 2025 è stato vissuto all'insegna del "tranquillo il più possibile". Me ne sono andata a letto alle 22,00 ed ho spento la luce mezz'ora, tre quarti d'ora dopo, giusto per poi sentire i botti di mezzanotte pacificamente sdraiata a letto. Per fortuna non c'è stato troppo fracasso e le esplosioni si sono calmate dopo un po', tanto che ho potuto addormentarmi tranquilla. Certo che il mio è stato un Capodanno da "vecchietti" e sinceramente non me ne può importare di meno, anche perché per me la cosa più importante non è il divertimento, ma trascorrerlo con mio marito. Anche il mattino del primo dell'anno è stato quello di un giorno qualsiasi, fatta eccezione per lo scambio di messaggi di auguri con parenti e amici, e poi si è partiti con la normalità e la routine quotidiana che caratterizza le mie giornate. Purtroppo, però, fa davvero freddo. Nella notte le temperature scendono di poco sotto lo 0°C e la mattina si presenta con una distesa di ghiaccio che riveste tutto; i giardinetti condominiali sono bianchi e le macchine parcheggiate pure. Per fortuna la gente questa mattina non doveva andare al lavoro, altrimenti avrebbe dovuto armarsi di raschietto e olio di gomito per pulire la vetreria del proprio veicolo. L'inverno sta mostrando i muscoli e anche se ha regalato qualche giornata di sole e temperature sopportabili, adesso ha iniziato il suo corso che durerà fino alla prossima primavera. Se fuori fa freddo, in casa non è propriamente meglio. Questo stanzone, che in gergo architettonico chiamano open space, non è per nulla gradevole; tutti le ambientazioni hanno la loro giusta collocazione, sono facilmente fruibili e gradevoli alla vista, ma quando fa freddo si sente. La mia zona office adesso risente dell'inverno e quando sono seduta davanti al computer sono tutta avvolta nelle coperte, giusto per ripararmi dalle temperature che l'ambiente raggiunge. Inutile alzare di più il termostato, sarebbe solo un consumo di metano che graverebbe inesorabilmente sulla bolletta e non risolverebbe il problema, anche perché il resto della casa si raffredderebbe. Per consolarmi della stagione ingrata ogni tanto mi aggiro per la stanza e guardo le mie vetrine, ormai arricchite di piatti e bicchieri che ho cercato di salvare dalla casa dei miei genitori. A tale proposito, avrei dovuto intitolare questo post "Tazzine 3: il verdetto finale". Beh ... ho deciso il destino delle tazzine vintage. Era chiaro che buttarle mi sarebbe dispiaciuto, non solo erano un ricordo dei miei genitori ma mi piacevano anche esteticamente. Mio marito mi è venuto in aiuto e così abbiamo liberato il piano più alto e inaccessibile di una delle vetrine ed abbiamo fatto spazio per il servizio antico. Le vecchie cose che occupavano il ripiano verranno date in beneficenza e le tazzine vintage hanno raggiunto la loro nuova collocazione, che è così in alto che per vederle bisogna essere alti quanto un giocatore di pallacanestro. Forse non è stata la soluzione migliore ed è in contrasto con i miei propositi minimalisti e di decluttering, ma adesso mi sento meglio. Se tra qualche tempo cambierò idea, il cassonetto è sempre a portata di mano.


Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.