Quest'ultima settima la si può riassumere con tre parole: freddo e pioggia. Negli anni passati, ci sono state primavere anomale, in cui è anche nevicato, ma quella di quest'anno non saprei come classificarla diversamente se non come fredda e piovosa. La preannunciata perturbazione carica di umidità, quando è arrivata e si è manifestata, ha portato con sé un forte abbassamento delle temperature e io ho avuto davvero freddo. Ho trascorso alcuni giorni della settimana a casa, non potevo uscire perché il deambulatore si sarebbe bagnato e farlo asciugare non sarebbe stato facile, e ho sentito freddo. La caldaia adesso funziona di meno, non ci sono più le minime che rasentano lo 0°C, e i termosifoni tiepidi non rendono l'ambiente confortevole, pertanto anche restare a casa può avere i suoi inconvenienti. Purtroppo, dato che le uscite erano limitate mi sono dedicata alla lettura. Da parecchio tempo ho esplicitato il mio interesse per i libri, che ho anche concretizzato con nuovi acquisti, e la lettura ne è stata la diretta conseguenza. L'ultimo libro letto è stato Emma, di Jane Austin, un classico della letteratura inglese, che mi ha appassionato a tal punto da preferirlo quasi al computer o alla tv. Non è sicuramente l'ultima novità da banco, è piuttosto uno di quei romanzi che rimanda al periodo liceale ed è proprio questo che mi ha stupita. I miei interessi vertono sicuramente verso pubblicazioni più recenti e di autori contemporanei, ritornare ai classici è stato imprevisto. Dopo questa entusiasmante lettura sto pensando se davvero andare a leggere o rileggere gli autori del passato. In casa di classici ne ho a profusione, anche perché molti, come ho detto prima, arrivano dal periodo del liceo. Questo ritorno al classico è legato ad un recente acquisto di una nuova collana, edita dalla Giunti, e dedicata ai grandi classici. Ero rimasta colpita dalla veste grafica della copertina, poi, leggendo il libro, mi sono accorta che c'era anche una certa cura nella sua presentazione. Della stessa serie ho pure acquistato Piccole donne di Louisa May Alcott, che non ho ancora iniziato a leggere e che sarà solo una rilettura. Insomma, una specie di riscoperta, sia della lettura in sé che dei classici, intesi come autori e testi. Il mio spazio dedicato ai libri adesso è colmo; durante i giorni di pioggia ho fatto piccoli cambiamenti, più estetici che altro, per razionalizzarlo e dare un senso ai testi presenti e ne sono soddisfatta. Insieme ai libri ci sono anche i miei ciapapuer, che non so se creano uno stacco visivo o un'integrazione con i libri oppure solo caos, però il complesso il risultato mi piace e mi rappresenta. Non so se farò ancora acquisti di libri, non tanto per mancanza di interesse o perché sono guarita dalla febbre del libro, piuttosto per mancanza di spazio e anche per senso di soffocamento. Troppi libri mi opprimono, credo che se proprio se ne vogliono altri questi debbano stare al chiuso; ho bisogno di vedere spazi vuoti sui ripiani.


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