martedì 23 giugno 2026

Adesso è estate

 

Siamo ufficialmente in estate e il suo inizio è stato confermato dalle temperature torride di questi due giorni di esordio. E' il momento di accendere i condizionatori per infrescare le stanze di casa. Siccome qui c'è un open space, rinfrescarlo non è difficile; il condizionatore non lavora molto e la stanza è subito confortevole, senza contare che di suo è già fredda tutto l'anno. Si sta bene, ecco tutto. Il problema, dal mio punto di vista, arriva la sera. D'abitudine, solo in questi giorni afosi, si accende il condizionatore un'ora, un'ora e mezza prima di andare a dormire, giusto per entrare in un ambiente confortevole, e poi lo si  spegne per non avere un "effetto frigorifero". Il problema arriva dopo circa due ore, se non meno. La stanza torna ad essere calda e il letto pure, perciò lo si riaccende brevemente per rinfrescarla e infine lo si spegne definitivamente. Detta così sembra la soluzione perfetta, invece è un problema che non sono ancora riuscita a risolvere. Cominciamo dall'inizio; il rinfrescamento prima di andare a dormire funziona ma si esaurisce troppo in fretta, quindi bisogna fare una seconda riaccensione, dal momento che il timer programma lo spegnimento e non la riaccensione, e questo significa non potersi addormentare subito. Generalmente questa operazione la faccio io perché, soffrendo d'insonnia, fatico ad addormentarmi e quindi gestisco il condizionatore in questa prima fase della notte. Purtroppo, però, la seconda riaccensione produce il noto "effetto frigorifero", nel senso che il calo della temperatura nella stanza è tale da coprirsi e c'è anche il rischio di prendersi un'infreddatura. Per evitare l'effetto frigorifero dopo la prima o la seconda accensione, ho provato a regolare il condizionatore secondo le varie opzioni offerte dall'apparecchio, ma l'effetto è che si ottiene è inutile in quanto si riottiene troppo freddo oppure niente, cioè solo una fastidiosa ventilazione unita ad un altrettanto fastidioso rumore. A quel punto io spengo tutto e tengo aperta la porta di comunicazione della stanza. Non tengo mai aperta la finestra perché in esterno possono verificarsi bruschi cali di temperatura durante la notte, che danno risvegli inopportuni per andare a chiudere le ante dato che l'esterno ... non è  regolabile. Insomma, sono notti che sto cercando una soluzione che moduli la temperatura della camera da letto per poter dormire tranquillamente. Intanto, sono giunta ad una conclusione dovuta probabilmente ad una mia incapacità di gestione degli apparecchi e cioè che il condizionatore funziona bene in stanze ampie come il mio open space, ma non in quelle più piccole e lì sarebbe più opportuno un banale ventilatore. Lo so, la mia imperizia mi porta a queste bizzarre conclusioni che però hanno un fondo di sensato. Quando abitavo nella precedente casa non avevo l'impianto di  condizionamento, lì usavo un condizionatore trasportabile per rinfrescare il saloncino e i ventilatori nelle altre stanze. Nella camera da letto avevo una colonnina che girava tutta la notte e che con il timer si  spegneva al mattino; lì dormivo  tutta la notte. Al fresco.



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